UK: che cosa cambia per gli italiani in caso di “No-deal Brexit”

UK che cosa cambia per gli italiani in caso di “No-deal Brexit”

Alla vigilia dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, prevista per il 29 marzo 2019, i deputati della Camera dei Comuni hanno bocciato di nuovo l’accordo per la Brexit negoziato da Theresa May. Pertanto è stata concessa una proroga dall’UE al 12 aprile 2019.

Tuttavia, in caso subentri uno scenario “no-deal Brexit”, per i cittadini italiani trasferiti potrebbero cambiare alcune cose, in particolare se dai parlamentari britannici non verrà trovato un consenso sul livellamento del diritto di soggiorno e di lavoro e il Regno Unito uscirà dall’Unione Europea in modo parzialmente non regolamentato (hard Brexit).

 

Come gli italiani possono mantenere i loro diritti di residenti in Gran Bretagna

Coloro che vogliono rimanere nel Regno Unito devono assolutamente ottenere il settled status, diversamente perderanno i diritti goduti finora. La domanda può essere presentata online o tramite una App. In questo modo si permette a coloro che si sono trasferiti all’estero di richiedere il permesso di soggiorno permanente nel Regno Unito e quindi di affermare il proprio diritto di soggiorno e di lavoro. Nello stato attuale, la domanda può essere presentata fino al 31 dicembre 2020.

In questa fase le autorità britanniche possono richiedere diverse documentazioni, ad esempio un’attestazione scritta del datore di lavoro sullo stato di impiego del lavoratore, buste paga, un estratto del casellario giudiziale e documenti ufficiali sull’identità della persona. A tale scopo possono essere necessarie anche traduzioni asseverate. La nostra sede nel Regno Unito, Alphatrad UK, effettua in modo rapido e competente tutte le traduzioni dei vostri documenti e, se necessario, le assevera.

Coloro che non hanno presentato questa domanda, presumibilmente dal 31 dicembre 2020 non godranno più dei loro diritti attuali, ad esempio del diritto di soggiornare nel Paese o - senza permesso di lavoro concesso individualmente - di potervi lavorare. Presumibilmente decadrà anche il diritto a usufruire dell’assistenza sanitaria finanziata dallo Stato (National Health Service / NHS) e di altri servizi sociali.

 

Il futuro per i cittadini italiani in cerca di lavoro nel Regno Unito

I cittadini italiani che vogliono “emigrare” nel Regno Unito o che desiderano trovarvi lavoro, in caso di “no-deal Brexit” dovranno presentare una domanda per ottenere il permesso d’ingresso e di soggiorno presso l’Home Office (dicastero del Ministero degli Interni britannico).

 

Fine delle tariffe di roaming

Attualmente non ci sono tariffe di roaming, tuttavia queste potrebbero essere introdotte o applicate per i britannici che viaggiano in Europa (UE), come pure per cittadini UE che si recano nel Regno Unito.

 

Controllo di frontiera per i viaggiatori

In linea di principio, gli italiani e tutti i cittadini dell’Unione Europea potranno continuare a entrare nel Regno Unito senza visto, se il loro soggiorno non supera i 90 giorni. Fino al 31 dicembre 2021 basterà la carta d’identità, dopodiché sarà necessario esibire il passaporto.