L’internazionalizzazione delle aziende Made in Italy

L’internazionalizzazione delle aziende Made in Italy
26.09.2016

Trasformare una realtà italiana in un’attività internazionale è possibile, a patto però che vi sia alle base una corretta strategia a livello di comunicazione.

Oggigiorno espandere i propri orizzonti di lavoro all’estero è una scelta adottata sempre da più aziende, giacché questa decisione permette di ottenere maggiori successi e pure un business più proficuo, con una diversificazione e una crescita degli introiti.

Tra le aziende italiane che di più hanno puntato sull’espansione mondiale, non possiamo che menzionare la Barilla: l’azienda, operante nel settore alimentare (pasta, sughi e prodotti da forno), ha curato con estrema attenzione l’aspetto della comunicazione e del linguaggio, non solo per quanto riguarda i packaging dei prodotti stessi, bensì anche con le traduzioni in differenti lingue dei prodotti e con gli spot promozionali in lingua straniera.

Alcuni prodotti della Barilla, peraltro, sono stati realizzati appositamente per alcuni nazioni così da poter soddisfare non solo le necessità comunicative in lingua straniera, bensì per integrarsi al meglio nel nuovo mercato. Rimanendo sempre in tema di alimentazione, possiamo citare anche il marchio italiano Buitoni – attualmente di proprietà della multinazionale svizzera Nestlé – che propone in diverse nazioni surgelati, prodotti da forno e pasta dal 1827.

Dando uno sguardo ad un altro settore importante per l’Italia, parliamo del settore e industria della moda e più precisamente di scarpe. Proprio di recente, un marchio (proprietà di investitori stranieri per diverso tempo) è stato nuovamente acquisito da un italiano, ovvero, quello delle calzature Sergio Rossi.  Ora il brand di scarpe artigianali dovrà essere nuovamente rilanciato, giacché negli ultimi anni non ha ottenuto risultati molto positivi: nel 2014, difatti, ha generato un fatturato di 82 milioni di euro, ma durante la prima parte del 2015, ha registrato perdite importanti.

Naturalmente, per far ripartire correttamente l’azienda sarà necessario anche preoccuparsi della comunicazione con un eventuale supporto da parte di un servizio di traduzioni e non solo, così da riuscire a riposizionare in modo ottimale il marchio all’interno del suo mercato di riferimento.

Anche nel settore automobilistico vi sono dei grandi esempi da prendere in considerazione: ad esempio, la Fiat è una di quelle aziende che, partendo dall’Italia, è riuscita ad arrivare oltreoceano – anche grazie all’acquisizione del gruppo Chrysler – ed è stata capace di comunicare alla gente lo stile italiano, conosciuto all’estero anche come Made in Italy, ma anche la praticità e comodità di un mezzo che, oltre ad essere bello, è pure di dimensioni ridotte.

L’esempio è abbastanza evidente, soprattutto se si prende in considerazione un mezzo di trasporto come la Fiat 500 che, per il mercato estero, si è trasformata in XL per offrire tutta la comodità del caso, senza però deturpare l’aspetto dello stile italiano.

Saper comunicare in diverse lingue, ma soprattutto farlo in modo professionale ed efficiente, permette a tutti di porsi in maniera convincente e credibile nei confronti dei propri clienti stranieri.