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Le minoranze linguistiche in Italia

12.09.2016

Nonostante si possa pensare che in Italia si parla solo la lingua italiana, in realtà, questo paese custodisce delle minoranze linguistiche, di cui spesso si ignora l’esistenza.

Alcune città italiane si contraddistinguono per essere aree in cui si parlano ben due o più lingue differenti: la prima – naturalmente - è la lingua nazionale - ovvero l’italiano, mentre l’altra proviene da ceppi linguistici differenti dal nostro e può abbracciare origini germaniche, neolatine, slave, greche ed albanesi.

Al momento, nel nostro paese sono riconosciute a tutte gli effetti ben 12 gruppi linguistici di minoranza, diffusi in 1171 cittadine di 14 diverse regioni italiane. In tal caso, la comunicazione nel territorio in questione può apparire complessa, giacché capita che la prima lingua parlata in loco non sia l’italiano. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio in quali problemi di linguaggio si può incorrere nel caso in cui si decidesse di visitare queste località italiane.

Iniziamo parlando dell’influenza della lingua albanese: 50 comuni italiani tra Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia parlano questa lingua minoritaria che, però, è comunque riconosciuta e tutelata.

In Sardegna - e più precisamente ad Alghero - troviamo un solo comune italiano che ha deciso di esprimersi con il catalano. In questa regione, però, possiamo anche dire che i restanti cittadini parlano una lingua a sé, ovvero il sardo, ben lontano dall’italiano anche se alcune parole possono ricordarlo.

Nel Molise, invece, le persone di Acquaviva Collecroce, Montemitro e San Felice del Molise parlano la lingua croata, mentre che una parte del Piemonte e della Valle d’Aosta, si esprimono con un lessico francese. Sempre queste due regioni, seguite dalla Puglia, comunicano pure con la lingua francoprovenzale, mentre che il friulano è la lingua prescelta dal Friuli-Venezia Giulia e dal Veneto.

Un’influenza germanica è prevalente nelle regioni del Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige e, solo per citare un esempio, possiamo ricordare che nella provincia autonoma di Bolzano si parla regolarmente il tedesco.

Lo sloveno e la lingua ladina, invece, si parlano in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino-Alto Adige e Veneto: in tal caso, sono 32 i comuni dove vi è lo sloveno e 55 le località dove attualmente si comunica con la lingua ladina.

Spostandoci nel sud dell’Italia, è possibile trovare la lingua greca in 25 centri abitati tra la Calabria, la Puglia e la Sicilia, mentre che l’occitano è ben riscontrabile sempre in Calabria, ma anche nelle regioni del nord, come Liguria e Piemonte.

Anche in tal caso, vista la vastità dei municipi con popolazioni parlanti una lingua differente dall’italiano, è importante far riferimento a un servizio linguistico professionale che possa facilitare la comunicazione locale e non solo, al fine di migliorare le proprie opportunità lavorative e entrare in contatto con una cultura differente che si esprime in un modo diverso dal proprio.