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L’arduo lavoro delle traduzioni di diagnosi mediche

10.02.2015

Occuparsi di traduzioni di diagnosi mediche significa trattare uno dei campi più affascinanti della traduzione scientifica.

La diagnosi è infatti il principale frutto del lavoro del professionista in medicina, il risultato di un lavoro complesso sia scientifico sia umano.

Che percorso deve fare un traduttore per mettere a punto un risultato di qualità a questo proposito? Ecco qualche consiglio pratico utile, soprattutto per chi è alle prime armi.

  • Specializzazione prima di tutto: la diagnosi medica è il risultato principale del lavoro del medico, e rappresenta un punto di riferimento fondamentale per chi vuole conoscere a fondo la terminologia scientifica. Specializzarsi in uno specifico ambito medico permette di focalizzare con l’attenzione con precisione su questo aspetto, e di diventare competitivi sul mercato.
  • Frequentare lezioni universitarie: un professionista che si occupa di tradurre diagnosi mediche può trovare nella scelta di frequentare lezioni universitarie (anche come esterno) un’alternativa molto utile per migliorare la padronanaza della terminologia scientifica, oltre che per entrare in contatto con specialisti in campo medico.
  • Creazione di un database di riviste: la creazione di un database di riviste scientifiche è un must per tantissimi professionisti che si occupano di traduzioni scientifiche, in particolare per chi si muove nella traduzioni di diagnosi mediche. Leggere pubblicazioni specialistiche permette infatti di acquisire confidenza con testi dove è importante far convivere la scorrevolezza del linguaggio con la presenza di tutti i dati che possono permettere al paziente di comprendere il percorso da effettuare, senza lasciare davvero nessun aspetto al caso.

Questo ambito della traduzione scientifica permette più di altri di apprezzare la poliedricità del lavoro medico, e di entrare in contatto con la quotidianità di tantissimi professionisti, che proprio attraverso le abilità di comunicazione riescono a distinguersi e a farsi apprezzare dai pazienti e dai colleghi.